UN’OCCASIONE DI INCONTRO, DI AGGIORNAMENTO E DI DISCUSSIONE

Il convegno del 16 Ottobre 2021 a MEDE

LA SCELTA E IL DOVERE DELL’ASSISTENZA ALL’ULTIMO STADIO DELLA MALATTIA

L’Offerta delle Cure Palliative

 

Con l’allungarsi della vita media della popolazione e il progressivo incremento di incidenza della malattie croniche, degenerative e neoplastiche, aumenta il numero di pazienti affetti da malattie in stadio avanzati o terminale, che rappresentano un grave problema sanitario e sociale e meritano la massima attenzione e assistenza, in quanto questi malati continuano ad aver diritto a cure adeguate che garantiscano loro una qualità di vita ottimale e le loro famiglie ad una assistenza appropriata.

La Unità Operativa delle Cure Palliative dell’Ospedale di Mede, unitamente alla Associazione Amici delle Cure Palliative, ha sentito l’esigenza di affrontare questo argomento, a beneficio dei Medici di Medicina Generali, degli Operatori Sanitari interessati alla materia, del personale impiegato nelle RSA e degli Amministratori responsabili della Sanità Territoriale organizzando un Convegno dal titolo “LA SCELTA E IL DOVERE DELL’ASSISTENZA ALL’ULTIMO STADIO DELLA MALATTIA L’Offerta delle Cure Palliative”.

Questo evento si svolgerà in data sabato 16 Ottobre, dalle ore 09:00 alle ore 13:00 presso Il teatro Besostri di Mede: Via Giacomo Matteotti, 33 – 27035 Mede (PV). L’iscrizione e la partecipazione degli addetti ai lavori è gratuita. Nel corso dell’incontro verranno trattati da Specialisti del Settore diversi argomenti quali aspetti legislativi, aspetti organizzativi, tipi di interventi, rete locale, offerta dell’ASST di Pavia, ruolo del Medico di Medicina Generale, ruolo del volontariato e delle Associazioni.

 

All’evento sono stati attribuiti 3 crediti ECM per le seguenti figure professionali:
Medico chirurgo: cardiologia, continuità assistenziale, cure palliative, geriatria, malattie metaboliche e diabetologia, medicina generale (medici di famiglia), medicina interna, neurologia, nefrologia, organizzazione dei servizi sanitari di base, psicoterapia, radioterapia; Fisioterapista; Infermiere; Psicologo: psicoterapia, psicologia.
Area obiettivi formativi: area formativa tecnico professionali
L’obiettivo formativo dell’evento è: Fragilità e cronicità (anziani, palliazione, malattie terminali), nuove povertà, tutela degli aspetti assistenziali, sociosanitari e socio-assistenziali.
Ricordiamo che per avere diritto ai crediti formativi ECM è obbligatorio: frequentare il 90% delle ore di formazione, compilare il questionario di valutazione dell’evento, sostenere e superare la prova di apprendimento. L’attestato di partecipazione verrà inviato via email nei giorni lavorativi successivi al Convegno, mentre il certificato riportante i crediti ECM sarà scaricabile online se il test avrà esito positivo.

Più dettagliate informazioni nel merito dell’evento possono essere ottenute contattando la segreteria organizzativa MZ Congressi: susanna.marisi@mzcongressi.com

Lettera dell’Arch. Guido Bertassi

La nostra associazione è Intitolata a due personaggi che hanno avuto un rilievo particolare nella vita della nostra comunità sia dal punto di vista imprenditoriale che culturale e sociale, e che è nostra intenzione ricordare degnamente con una attività che mantenga vivo il loro ricordo nella comunità per la quale hanno dato molto.

Io stesso posso dire di esserne stato testimone diretto in quanto per molti anni ho retto l’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Mede.

Per quanto riguarda i tempi, non vorrei fosse scambiata per una battutaccia vista la presenza del nostro Parroco don Renato Passoni, ma siamo stati fortunati come un cane in chiesa.

Con la nostra organizzazione siamo nati nel momento meno favorevole possibile, l’atto costitutivo porta la data del dicembre 2019, alla vigilia di quella che è stata la pandemia che ha sconvolto il mondo.

La chiusura totale scattata pochi mesi dopo comunque non ha  fermato la nostra determinazione e l’attività che per il momento era concentrata sulla organizzazione interna e “burocratica“.

Ottenute tutte le iscrizioni possibili ai vari enti e registri regionali e non, abbiamo materialmente dato inizio alla nostra attività istituzionale di supporto materiale al reparto cure palliative dell’ospedale di Mede.

Inizialmente questo è stato il cuore della nostra attività e ancora oggi costituisce uno degli aspetti principali del nostro agire quotidiano.

Superato questo primo gradino della nostra attività e ormai rodati in questo ruolo io  sono convinto sia giunto il momento di fare un passo avanti e di porci ulteriori traguardi, il CDA e a suo tempo l’Assemblea della nostra associazione saranno chiamati ad esprimersi su questo “cambio di passo“ al quale dovremmo secondo me aspirare.

Il primo obiettivo è quello di accreditarci come un soggetto maturo e presente nel panorama delle associazioni e degli enti, compresi quelli istituzionali, che operano in generale nel mondo della sanità, e pur nella nostra specificità, creare un collegamento e una condivisione con i soggetti che operano nel settore , siano essi  privati che tendono a supportare e ad affiancare l’impegno istituzionale, che le istituzioni stesse che oggi si scontrano purtroppo con una realtà che si presenta come sempre più difficile da gestire.

Il panorama della sanità a livello locale ha subito profondi cambiamenti negli ultimi anni, percepiti dell’utenza non sempre con favore.

Stiamo compiendo i primi passi in questa strategia di contatti stringendo rapporti con le istituzioni, e intendo con questo ad esempio la stipula di una convenzione con ASST che è ormai in dirittura di arrivo in quanto il testo è stato condiviso da entrambe le parti, accordi organici con soggetti quali la Caritas, con la quale esiste già di fatto una sorta di collaborazione e dalla quale per altro abbiamo avuto un tangibile aiuto nei primi momenti della nostra azione, collaborazione con soggetti quali Avo, che già intrattengono rapporti ufficiali con le istituzioni e sono presenti con la loro azione all’interno delle strutture ospedaliere.

E questo è un aspetto che ci tocca da vicino nell’ottica della nostra volontà di creare un gruppo di volontari formati e a disposizione per una attività di supporto da svolgere anche all’interno del reparto quando questo tornerà ad essere possibile.

Secondo questa visione dovremmo arrivare  ad essere integrati in quella cerchia di operatori che ho citato, che agiscono in pratica sullo stesso palcoscenico anche se in modo non sempre coordinato, un po’  in ordine sparso, perché, secondo il mio modo di vedere questa realtà, solo in questo modo ci sarà la possibilità di raccogliere adesioni e condivisione fra tutti i soggetti interessati intorno a progetti che rivestano una importanza generale per il panorama della sanità sul nostro territorio.

Mi riferisco nello specifico al settore della assistenza domiciliare e in modo particolare per il settore delle cure palliative, che soffre della attuale mancanza di strutture diffuse capillarmente sul territorio ma che potrebbe essere integrata da una collaborazione ed interazione con l’offerta privata, così da garantire una diffusione di servizi multidisciplinari su quelle parti di territorio dove non arriva in modo efficace il pubblico così come è strutturato ora.

Certo per poter lanciare un progetto di questo genere occorre poter contare sulla condivisione di una molteplicità di soggetti e questo richiede da parte nostra la sufficiente visibilità e presenza accettata sullo stesso palcoscenico.

E’ evidente e comprensibile che il progetto iniziale avesse forse un traguardo più ridotto, ma più mi occupo di questo impegno e più mi rendo conto che la nostra azione dovrebbe avere come faro una visione più larga di quella che ci siamo posti al momento della nostra nascita e che pure rimane all’ordine del giorno della nostra attività.

Nessuno di noi e lo dico anche per i miei compagni di avventura del CDA e per i nostri Soci, io per primo che nella mia vita lavorativa mi sono occupato di molte cose anche diverse dalla mia professione, nessuno di noi ripeto aveva la compiuta conoscenza dei problemi legati a questo campo, ma da un certo punto in avanti viene spontaneo chiedersi, adesso che ci siamo e ci rendiamo conto di quale sia il panorama, cosa possiamo fare di più... secondo me molto. E’ una sfida, noi siamo pronti, io mi auguro che questa visione venga “ digerita “ e condivisa e speriamo di poter coinvolgere altri nelle nostre aspettative e nei nostri progetti.

Credo di essere stato nei tempi che mi sono stati concessi, anche perché non credo siate qui per ascoltare me ma per trattare argomenti ben diversi dalla breve storia della nostra associazione e dei suoi sogni, vi ringrazio per l’attenzione.